Via Trento - Redecesio di Segrate (MI)
L'Oratorio di Sant'Ambrogio: il cuore antico di Redecesio
Tra i luoghi più significativi della storia di Redecesio, un posto speciale è occupato dalla “chiesetta” di Sant'Ambrogio, una piccola chiesa che da secoli custodisce la memoria religiosa e civile della comunità. Ancora oggi, osservandone la semplice architettura, è possibile immaginare il volto dell'antico borgo agricolo che sorgeva attorno ad essa e che ha dato origine all'attuale quartiere.
Le origini della chiesa sono molto antiche. Una recente ricerca storica fa risalire la prima attestazione documentata al 1258, quando il luogo era legato alla presenza degli Umiliati, uno degli ordini religiosi più attivi nella Lombardia medievale. Nel corso dei secoli compare più volte nei documenti e nelle visite pastorali della diocesi milanese, a testimonianza della sua importanza per la popolazione locale.
Nel XVI secolo anche San Carlo Borromeo, durante le sue visite pastorali, invitò gli abitanti a ingrandire l'edificio affinché potesse accogliere adeguatamente i fedeli del territorio. Questo dimostra come già allora l'oratorio rappresentasse un punto di riferimento per la vita spirituale della comunità.
Un piccolo edificio ricco di arte
La chiesa presenta una semplice facciata a cuspide, impreziosita da elementi architettonici che ne accentuano lo slancio verticale. Sopra l'ingresso sono ancora visibili le tracce di un antico affresco raffigurante Sant'Ambrogio, mentre all'interno sopravvivono decorazioni e affreschi che raccontano secoli di devozione e di storia.
Il tesoro artistico più importante custodito nell'oratorio è senza dubbio la grande pala d'altare del 1607, attribuita a Enea Talpino detto il Salmeggia, uno dei più apprezzati pittori lombardi del suo tempo, spesso definito il "Raffaello bergamasco". Il dipinto raffigura la Madonna con il Bambino insieme a Sant'Ambrogio, San Carlo Borromeo, Santa Agnese e San Giovanni Battista. Per molti anni l'opera fu attribuita ad altri artisti; soltanto i restauri del 1985 hanno permesso di riportare alla luce la firma dell'autore e di confermarne la paternità.
Curiosità e vicende storiche
L'oratorio ha attraversato numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Nel 1867, con la nascita del Regno d'Italia, i beni ecclesiastici passarono al Demanio e successivamente a privati cittadini. Una curiosità riguarda il campanile: diversamente da molte chiese, non si trova accanto all'edificio ma era costituito da un piccolo campaniletto a vela collocato sulla vicina Cascina Pellegatta.
Nel tempo sono nate anche alcune leggende locali, tra cui quella dell'esistenza di un passaggio sotterraneo che avrebbe collegato la chiesa alla vicina Cascina Fra di Sesto. Tuttavia, le indagini e i recenti lavori di recupero non hanno mai trovato prove della sua effettiva esistenza.
Il recupero e la rinascita
Nel 2010 l'oratorio è stato acquisito dal Comune di Segrate, che ha avviato un importante intervento di recupero e valorizzazione. I restauri hanno riportato alla luce gli antichi intonaci decorati dell'abside, gli affreschi settecenteschi e il prezioso crocifisso ligneo, restituendo alla comunità un patrimonio storico e artistico di grande valore.
Oggi l'Oratorio di Sant'Ambrogio non è soltanto un monumento del passato, ma una testimonianza viva delle radici di Redecesio. Attraverso le sue pietre, le sue opere d'arte e le vicende che lo hanno attraversato, continua a raccontare una storia di fede, appartenenza e memoria condivisa che accompagna la comunità da oltre sette secoli.





